l'anno mille
Tutto il materiale pubblicato è stato gentilmente concesso dal Sig. Diego Febbraro e da i padroni del caneattore Navarre. L'Associazione tutta ringrazia per la fattiva collaborazione.
Sermugnano 23 Agosto 2007.
Ha riscosso un'enorme successo la prima nazionale del lungometraggio per il cinema L'Anno Mille di Diego Febbraro.
Il Comitato festeggiamenti Sermugnano, con il patrocinio del Comune di Catiglione in Teverina, nella serata inaugurale dei festeggiamenti in onore N.S.V.Maria hanno reso omaggio all'opera del regista di origini sermugnanesi Diego Febbraro.
II film vive due storie parallele in due epoche diverse. L'anno mille ed il duemila. I protagonisti sono gli stessi, ed interpretano in entrambe i personaggi a loro consoni: Valerio è il principe nel mille ed il medico del S.e.r.t. nel duemila. Altea la principessa, è anche una universitaria che fa volontariato nel S.e.r.t. e ogni volta che può nella vita. L' Alchimista loro antagonista è anche il malefico direttore dello stesso ospedale dove si trova il S.e.r.t. di Valerio ed Altea. Ed approfitta di questa sua carica per trafficare droga in grande stile. Infine, ma basilare, Herrmugnen. Che incarna nella storia il mito del gigante. Nell' anno mille, quando gli uomini si affrontavano con la loro sola forza, era il condottiero che nessuno poteva fermare. Capace di portare una corazza tanto spessa che le frecce non potevano forare, e di roteare una spada cosi pesante da infrangere tutte le altre. Nell' anno duemila...è solo un barbone. La sua forza, il coraggio, la purezza, non servono più. Il mito del gigante non può più esistere. E lui può solo ricordare. Passa la sua vita seduto davanti la " Porta Magica ", aspettando di ritornare nel suo tempo.Leggi la trama completa
RELAZIONE ARTISTICA
La tomba del gigante esiste realmente.
E' venuta alla luce nell'alto Lazio durante gli scavi per la bretella dell'autostrada Firenze-Roma. Al suo interno furono ritrovate un'armatura e una spada di dimensioni "impossibili", (100 chili l'armatura e 80 la spada) tanto che divennero oggetto di studi per capire quale uomo potesse usare armi simili, in un'epoca in cui un uomo alto un metro e settanta era considerato un gigante.
Anche il paese di Herrmugnen esiste davvero, e ha preso il nome da questo guerriero,che nell'anno 1023, per concessione dei conti di Bagnoregio, ne costruì la roccaforteche avrebbe poi governato. In cambio i conti chiesero al guerriero protezione daipericoli, non pochi, che venivano dalla valle del Tevere. Il nome del paese oggi è latraduzione di Herr Mugnen, così come narrato nella sceneggiatura: Sermugnano,posto su uno sperone di tufo a guardia del fiume, a metà strada fra Todi e Viterbo.
La Porta magica è visibile nel centro di Roma, in piazza Vittorio. La leggenda, attraverso alcune incisioni, racconta che quello spazio era davvero il sortilegio per viaggiare nel tempo.
L'Anno Mille“, con questa vicenda di "contrappasso" intende rappresentare mondi e valori diversi. L'anno mille, quel secolo di ferro, continua ad essere oscuro. A quella zona che oggi riguarda, più o meno, la Bulgaria, sono attribuibili molti significati. Un guerriero, un gigante, un invincibile, "scagliato" ai giorni nostri è semplicemente un barbone deriso dalla peggior feccia. La forza, la fedeltà, il coraggio, non fanno un eroe. Certo, la forza, casualmente può anche servire, ma per un momento, perché ti spinge subito a un'emarginazione maggiore.
Dunque Herrmugnen ha davvero attraversato la sua porta ed è tornato nel suo anno mille? Oppure è solo un poveraccio che delira, buono per una casa di cura?
Ciascuno di noi, secondo fede ed intelligenza, ha la sua risposta.
F.to Diego Febbraro
Attori principali:Giada Desideri, Marco Bonini,Franco Oppini,Edoardo Leo e Guglielmo Carbonaro.
"Navarre -il nostro cagnolattore- è stato chiamato per partecipare a un nuovo film, stavolta una produzione italiana, intitolato "l'Anno Mille".
Ancora una volta il suo "regista" personale è stato Massimo Perla, con il quale ha instaurato un buon rapporto di fiducia.
Navarino ha girato la seconda parte delle sue scene nel film "Anno Mille" in un bosco di Manziana, vicino il lago di Bracciano (Roma).
Il posto era molto bello ma l' esperienza è stata piuttosto stancante (per noi!) perchè il regista era molto esigente e girava almeno dieci volte ogni scena, anche se ben risucita.
Navarino invece, da attore consumato, era instancabile e preciso ed è risucito anche ad entusiasmare il regista perfezionista, che gli ha prospettato un futuro da grande canattore."
